MILANO - Tim che s'inventa le schede con prezzo «personalizzato». 3 Italia che regala, per un paio di mesi, il 50% di traffico telefonico. E Wind che sfida apertamente la legge, mantenendo intatto il «contributo» di ricarica sulle schede dei vecchi clienti. Lunedì entra in vigore il decreto che azzera i costi fissi sulle carte dei cellulari e gli operatori corrono ai ripari per limitare i danni (che possono arrivare al 10% dei loro ricavi). Ma ciascuno lo fa a modo proprio. Con misure tanto diverse da poter influenzare profondamente l'atteggiamento degli utenti e, dunque, rimescolare i rapporti di forza sul mercato.
La base di partenza è quella indicata nella seconda «lenzuolata» del ministro Bersani. Oltre all'abolizione dei «contributi», il decreto prevede che i clienti debbano avere sempre a disposizione il credito che hanno acquistato (niente più limite di un anno, dunque) e che gli operatori dovranno restituire questo credito quando il cliente decide di passare a un altro operatore. Ieri, poi, l'Authority per le Comunicazioni ha anche deliberato che le compagnie telefoniche dovranno informare con chiarezza i clienti di tutte le voci che compongono l'effettivo costo del traffico, con prezzi riferiti a preciso arco di tempo.
La prima ad allinearsi al nuovo corso sarà 3 Italia, che già da oggi (con tre giorni d'anticipo sull'entrata in vigore del decreto) abolirà i costi di ricarica, senza ritoccare all'insù gli attuali profili tariffari. Anzi, ai nuovi clienti che attiveranno entro il 30 aprile una nuova ricarica da 20 euro verranno «regalati», tra maggio e giugno, altri 10 euro di credito. L'obiettivo, ovviamente, è quello di tamponare il calo di introiti con un aumento del traffico dei clienti. E a spingere i consumi telefonici ci prova anche Tim, che si adeguerà al decreto Bersani senza aumentare le tariffe ma introducendo una formula inedita: nuove ricariche «flessibili» di pochi euro ciascuna (taglio minimo 5 euro) che potranno essere incrementate, in qualsiasi momento, anche con un solo euro. Quasi un «usa e getta». Esempio: chi deve fare solo un paio di telefonate per organizzare la serata con gli amici non farà che usare gli spiccioli che si trova in tasca in quel momento.
Quanto a Vodafone, ha annunciato che abolirà i «costi» di ricarica già dal 4 marzo senza rincari di prezzo per gli utenti. La società italiana del gruppo britannico ha infatti confermato gli attuali piani tariffari, ma ne ha introdotto anche uno nuovo, You & Vodafone, che ribilancia il basso prezzo delle telefonate con un incremento da 15 a 19 centesimi dello scatto alla risposta. In più, Vodafone è finora l'unica compagnia che ha resi noti i criteri di restituzione del credito ai clienti: l'operazione costerà però all'utente 8 euro, giustificati dalla società come «spese vive» che deve sostenere, come previsto dal decreto Bersani.
Wind, infine, è l'unico operatore ad aver scelto di rispondere al provvedimento di legge con un «no». La società controllata dall'imprenditore egiziano Naguib Sawiris intende infatti mantenere i «contributi fissi» sulle ricariche sotto i 50 euro di tutti gli attuali 15 milioni di clienti. Una strategia messa a punto dopo un lungo consulto con i propri legali. Ma ha contemporaneamente lanciato tre nuovi piani tariffari, senza «costi di ricarica», che prevedono, a seconda dei casi, un aumento del prezzo delle chiamate o dello scatto alla risposta.
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