
Il tramonto dardeggiava i suoi raggi supremi
E il vento cullava i pallidi nenufari;
I grandi nenufari tra i giunchi
Tristemente luccicava sulle acque calme.
I grandi nenufari tra i giunchi
Tristemente luccicava sulle acque calme.
Io erravo tutto solo, portando appresso la mia ferita
Lungo lo stagno, tra il saliceto
Dove l'indefinita nebbia evocava un grande
Fantasma lattiginoso che si disperava
E piangeva con la voce delle querquedule
Che si richiamavano battendo le ali
Tra il saliceto dove erravo tutto solo
Portando appresso la mia ferita; e la spessa coltre
Di tenebre venne a soffocare i supremi
Raggi del tramonto sulle pallide onde
E i nenufari, tra i giunchi,
I grandi nenufari sulle acque calme.
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