mercoledì 2 aprile 2008

Passeggiata interiore

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Il tramonto dardeggiava i suoi raggi supremi

E il vento cullava i pallidi nenufari;


I grandi nenufari tra i giunchi


Tristemente luccicava sulle acque calme.

Io erravo tutto solo, portando appresso la mia ferita

Lungo lo stagno, tra il saliceto

Dove l'indefinita nebbia evocava un grande

Fantasma lattiginoso che si disperava

E piangeva con la voce delle querquedule

Che si richiamavano battendo le ali

Tra il saliceto dove erravo tutto solo

Portando appresso la mia ferita; e la spessa coltre

Di tenebre venne a soffocare i supremi

Raggi del tramonto sulle pallide onde

E i nenufari, tra i giunchi,

I grandi nenufari sulle acque calme.

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