venerdì 2 marzo 2007
Nuovi guai per Microsoft
“In 50 anni di politica antitrust europea, è la prima volta che ci confrontiamo con una società che non rispetta una decisione dell’antitrust”, ha detto il portavoce della Commissione per la Concorrenza Jonathan Todd, a quasi tre anni da quando la Commissione stabilì che l’abuso da parte di Microsoft della posizione dominante sul mercato del suo sistema operativo Windows era dovuta esclusivamente al comportamento della società. La Commissione aveva imposto nell’aprile 2004 una multa record di 497 milioni di euro a Microsoft stabilendo che la società non aveva rispettato il principio di fornire informazioni necessarie per competere ad altri produttori o piccoli server aziendali. Microsoft aveva però annunciato che avrebbe fatto pagare una quota per fornire informazioni sull’interoperabilità, ma la Commissione ha affermato che si tratta di informazioni non nuove né rintracciabili altrove gratuitamente. “Sono pertanto costretta a prendere misure formali per assicurarmi che Microsoft rispetti questi obblighi”, ha detto, rigettando come infondate le 1.500 pagine di osservazioni di Microsoft, la commissaria Ue alla Concorrenza Neelie Kroes. Il colosso di Bill Gates ha quattro settimane di tempo per ribattere alle accuse. La società rischia 500 mila euro di multa al giorno dal dicembre 2005 al 30 giugno 2006, oltre alla multa di 1,5 milioni di euro al giorno già ricevuta. In ogni caso il massimo di multa quotidiana complessiva potrebbe arrivare a 3 milioni di euro al giorno
martedì 27 febbraio 2007
L' evoluzione del web.
Internet: il secondo capitolo
22/02/2007 21:32
La realtà virtuale è ormai quasi completamente nelle mani degli internauti: è iniziata la seconda era di internet e il Web 1.0 è già il passato
Ancora non è stata data una definizione unica, da vocabolario, ma tutti sanno di cosa si tratta e soprattutto tutti possono partecipare al suo sviluppo. Il Web 2.0 è entrato prepotentemente a far parte delle vite di privati e aziende, come accadde anni fa per il suo fratello maggiore Web 1.0, e ha trasformato la visione di internet da visualizzazione di documenti ipertestuali statici nella possibilità di contribuire alla modifica e alle creazione del web stesso. Sono parecchi i fattori responsabili di questa rivoluzione. La diffusione delle connessioni a banda larga ha incoraggiato gli utenti a fare un uso maggiore e più consapevole di internet. In Europa il 32% delle abitazioni ha una connessione a banda larga e, fra le aziende, è il 75% ad avere scelto un collegamento di questo tipo (fonte Eurostat). Il futuro è ancora più roseo del presente, la crescita annua della banda larga prevista da Abi Research è del 9%, fino ad arrivare a 480 milioni di utenti in tutto il mondo che sceglieranno nel 2012 di navigare ad alta velocità.
a nascita di siti di social network come il celebre MySpace, di contenitori di ‘user-generated content’ come il pluridecorato YouTube, hanno dato voce alla voglia degli internauti di creare e condividere i propri contenuti e hanno sentenziato il definitivo successo del Web 2.0. Questi nuovi canali rischiano addirittura di minare il dominio del medium per eccellenza: la televisione. Il 32% degli statunitensi, ha reso noto Harris Interactive, non ha nascosto di preferire i video presenti su YouTube alla tv in salotto e un 66% arriva a sfiorare il fanatismo affermando di aver ridotto altri tipi di attività da quando ha scoperto la piattaforma. MySpace dal canto suo non sta certo a guardare e conquista il 12% delle preferenze degli americani che lo ha citato come passatempo preferito e supera Yahoo! per il numero di pagine viste mensilmente dagli internauti a stelle e strisce. Hitwise ha addirittura segnalato che nel 2006 “MySpace” è stata la parola più cercata nei motori di ricerca. A far cavalcare l’onda del Web 2.0 alla televisione, mentre impazzano i download di programmi televisivi nei negozi online, è stato Al Gore, ex vicepresidente degli Stati Uniti. Current Tv non si limita a mandare in onda i contenuti degli utenti in maniera casuale ma li seleziona e li trasmette con l’ausilio di grandi nomi di internet come Google.
L’e-commerce, con l’evoluzione al web 2.0, è diventato Social Commerce rendendo più attiva la partecipazione di utenti e venditori. I sistemi di feedback, celebre quello adottato da eBay, mettono in condizione gli internauti interessati all’acquisto di ponderare la propria scelta attraverso i commenti e i giudizi lasciati dagli altri utenti. Un’altra veste assunta dal commercio online in questa nuova era è il “visual shopping” che solletica l’attenzione di quegli internauti che hanno voglia di spendere ma non sanno come farlo. Il sistema ricorda quello di Google Maps che permette di orientarsi fra un vasto panorama di scelte andando piano piano a restringere il campo. Sempre più sicuro e certificato, l’e-commerce è pronto a infastidire le vetrine dei negozi, come uSwitch.com prevede accadrà in Inghilterra nel 2020 con la conquista del 40% del mercato, e ha già messo sull’attenti le aziende stesse che sono scese in campo per dialogare con i propri utenti. Il 2007 è visto come un anno spartiacque per il numero di società che inizieranno a utilizzare la configurazione Web 2.0 per andare incontro ai consumatori. cScape e E-consultancy prevedono che sarà il 42% delle aziende a installare tecnologie Web 2.0 nei prossimi dodici mesi, il 35% si affiderà a blog aziendali, il 33% a podcasting e il 35% a videocasting.
Anche il mondo della politica inizia a cercare consensi online sfruttando l’ampio bacino d’utenza della comunità virtuale Second Life. L’avversario della socialista Ségolène Royale, candidata alle presidenziali francesi, Nicolas Sarkozy, ha creato il suo quartier generale su un’isola e regala t-shirt gratuite a tutti i naviganti che passeggiano per i suoi uffici con i loro avatar. Non direttamente ma anche Ségolène Royale ha fatto la sua comparsa su Second Life, uno dei suoi comitati di sostegno ha creato un ufficio del suo sito ufficiale sulla piattaforma. Salpando dall’isola di Sarkozy verso altri lidi può succedere di imbattersi nella base di un altro candidato alla presidenza, degli Usa questa volta, il democratico John Edwards.
La mano, anzi la tastiera, dell’utente comune inizia a vedersi anche fra gli intoccabili: i grandi portali hanno cominciato a dare spazio a navigatori addirittura in home page. Leonardo ha rinnovato completamente la sua pagina d’accesso riducendo anche gli spazi pubblicitari per dare voce ai suoi visitatori e utilizzando la tecnologia Ajax che rende più facile la personalizzazione da parte dell’utente. Ed è solo l’inizio.
MySpace è una comunità virtuale di proprietà del colosso dei media News Corp. Il sito di social network ha chiuso il secondo trimestre fiscale del 2007 con guadagni per 125 milioni di dollari, come ha reso noto Interactive Media. MySpace vanta 60,9 milioni di visitatori unici a dicembre negli Usa, dati di comScore e Media Metrix, ovvero il 35% dell’intera audience multimediale degli Usa. L’ultima sfida lanciata da Rupert Murdoch attraverso la piattaforma è quella di produrre un film coinvolgendo gli utenti. “My Movie Mashup” vede la collaborazione di News Corp., del “Times”, della Vertico Film e della Film 4 per un budget di 4 milioni di euro.
Il fenomeno YouTube è nato nel febbraio del 2005 da un’intuizione dei tre dipendenti di PayPal Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim. La popolarità del sito si deve alla possibilità di caricare e scaricare contenuti generati dagli utenti stessi. YouTube ospita anche video di show televisivi e musicali, aspetto che ha spesso scatenato le ire delle maggiori etichette. A giugno 2006 l’azienda ha comunicato che quotidianamente vengono visualizzati circa 200 milioni di video, con 65.000 nuovi filmati aggiunti ogni 24 ore. Nielsen/NetRatings ha valutato che i visitatori mensili sono venti milioni al mese. YouTube è stato acquisito il 10 ottobre 2006 da Google per la somma di 1,65 miliardi di dollari ed è diventato da pochi giorni anche mobile grazie all’accordo siglato con Vodafone. I clienti britannici di Vodafone potranno scegliere ogni giorno fra una selezione di video, caricare contenuti e condividerli con gli amici. Anche una blasonata squadra di calcio ha deciso di giocare sulla piattaforma. Il Chelsea campione d’Inghilterra si è accordato per pubblicare su YouTube immagini d’archivio e filmati quotidiani.
BitTorrent: ecco quello che ci attende.
BitTorrent è diventato grande. L'annuncio è avvenuto quando ancora la homepage non si era aggiornata alla nuova versione, ma le promesse erano ampie e solo con l'apertura del nuovo sito si è capito dove il servizio intendeva arrivare. Da oggi BitTorrent cambia ed aggiunge alla vecchia semplice piattaforma di download peer-to-peer le funzionalità proprie di un nuovo canale di distribuzione. E non solo: dietro il nome BitTorrent Entertainment Network c'è molto di più.
L'interfaccia offre quattro opportunità: "Now playing" è la sezione in cui si riassume il meglio dell'offerta del network; "Movies & Tv" apre al menu dell'offerta cinematografica e televisiva; "Music" predispone l'elenco dei download musicali disponibili; "Games" è la parte dedicata all'intrattenimento ludico. Per accedere ai servizi del nuovo BitTorrent occorre iscriversi e scaricare il client (versione 5.0.6, 5.56Mb). Dopodichè c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Le novità
La grande novità del nuovo BitTorrent è nella commercializzazione dei contenuti. Quello che prima era un servizio conosciuto per le sue grandi capacità e sfruttato soprattutto per il download di contenuti e prodotti illeciti, ora è un canale ottimale per la distribuzione di materiale protetto, a pagamento e tutelato. BitTorrent è il classico rischio che diviene opportunità e ad accorgersene sono in molti fin da subito: 20 Century Fox, Comedy Central ed MTV (gruppo Viacom), Lionsgate, Paramount, Spike, Warner Bros i big fin da subito saliti sul carrozzone e già in bella mostra sulla nuova homepage del sito.
I contenuti disponibili
La tipologia di contenuto su cui si concentrano le maggiori risorse del nuovo BitTorrent è il video, suddiviso in film di origine cinematografica, in telefilm di natura televisiva ed in filmati di estrazione musicale. I prodotti hanno prezzi differenziati e specifici limiti nell'uso. Per quanto concernente i film il prezzo è di 3.99 dollari ed il pulsante di download esplicita chiaramente come trattasi al momento di un "affitto" e non di un "acquisto" (sebbene quest'ultima modalità sia già prevista dalla policy del servizio). Per i telefilm le modalità sono le stesse, con il prezzo che scende a 1.99 dollari per singola puntata. Film di origine cinematografica ma di più vetusta datazione hanno prezzo di godimento ridotto a 2.99 dollari.
I film disponibili sono divisi in categorie e scorrendo rapidamente il menu è possibile scorgere titoli quali Al Capone (2.99$), Alien 3 (2.99$), Batman (2.99$), Superman Returns (3.99$), Saw III (3.99$) o The Matrix (2.99$). Un film quale Superman III (attualmente promosso in grande evidenza sulla homepage del sito) implica un download da 1.4Gb e mette a disposizione uno specifico trailer in streaming.
Per quanto riguarda l'offerta di matrice televisiva l'offerta è già ampia: South Park, Prison Break, 24, Beavis And Butt-Head e molto altro. La sezione musicale funziona sulle stesse direttive della precedente, ma si differenzia per un contenuto completamente incentrato sull'offerta di video musicali. Per quanto concernente i videogiochi v'è al momento ampia disponibilità di titoli gratuiti di varia estrazione, tra i quali si segnalano vecchi giochi e vari trial di videogame di attuale distribuzione. Al momento, purtroppo, quasi l'intera disponibilità BitTorrent è riservata all'utenza statunitense (o comunque indirizzata ad un utilizzo anglofono) ma potrebbe non essere lunga l'attesa prima di un'apertura internazionale del botteghino. Nel contempo i contenuti non saranno solo firmati dai grandi gruppi: chiunque potrà mettere in campo le proprie opere, creare il proprio file torrent ed avere così un nuovo importante palcoscenico per farsi conoscere. Per il futuro di BitTorrent, insomma, vi sarà da valutare anche il fattore "user-generated content", elemento su cui basa il proprio successo un ipotetico rivale quale YouTube.
Limiti e requisiti
Un elemento fondamentale va considerato nel momento in cui si intende valutare la possibilità di far uso del nuovo client: i prodotti in vendita sono distribuiti sotto Digital Right Management Microsoft. I file, insomma, vanno riprodotti tramite Windows Media Player (a partire dalla versione 10 e superiori) e per questo motivo si indica Windows XP SP2 come SO necessario e Internet Explorer 6.0 come requisito minimo. Inevitabilmente il consiglio indicato è quello di una connessione disponibile a banda larga con una capacità di download di almeno 300Kbps.
La presenza del DRM è relativa ai limiti imposti all'uso dei file: ogni prodotto acquistato va fruito entro 30 giorni dal download e la riproduzione deve terminare entro 24 ore dall'inizio della stessa. Tali limitazioni vanno ad inibire le possibilità di un uso esteso dei file mettendo al laccio eventuali copie illecite. Non solo: la guida ai requisiti pubblicata sul sito indica esplicitamente l'impossibilità di trasferire i file su dispositivi mobile quali iPod, Zune (si, anche Zune) o PSP.
Dal pc alla Xbox
Una apposita guida illustra le varie possibilità per portare il segnale video dal pc (ove avviene il download tramite client BitTorrent) allo schermo televisivo (ove è migliore la fruizione del prodotto). Tra le varie opzioni sono indicate le uscite VGA, S-Video, Composite Video, ma anche tramite interconnessione con la Xbox. Proprio la console Microsoft, infatti, verrà presentata nei prossimi giorni come un elemento nuovo per portare l'IPTV sullo schermo televisivo. Un pc in grado di avviare il media center, il controller come telecomando, BitTorrent come canale di download, acquisto video, IPTV, DRM Microsoft: ogni tassello è al suo posto, nasce un nuovo elemento nella filiera di distribuzione dei contenuti video. A questo punto mancano solo i pop-corn.
Un altro passo verso la convergenza
I contenuti piovono in massa: il computer doveva uccidere la tv? Come ampiamente previsto, succederà qualcosa di diverso: i due medium si fonderanno alla ricerca di un nuovo equilibrio. Microsoft potrebbe aver trovato con BitTorrent un elemento fondamentale per avvicinare quanto più il medium nascente al proprio ecosistema, ottenendo così una nuova fondamentale fonte di introito e determinando sul proprio brand una nuova bolla in grado di attrarre quell'utenza consumer già propria da ormai un ventennio.
La concorrenza non è certo ferma. Sul versante opposto c'è Apple, Sony non rimarrà a guardare, Google ha YouTube tra le mani, Joost fa capolino e nomi quali Amazon o WalMart hanno già affilato le unghie. Microsoft è il gruppo che ha maggiori risorse a disposizione (tra le quali anche il marketplace creato in ambito Xbox Live) e BitTorrent potrebbe essere il valore aggiunto al sistema Microsoft-centrico. Nei prossimi giorni il nuovo modello di IPTV made in Redmond sarà presentato al pubblico ed a quel punto se ne potrà sapere di più.
Per BitTorrent il modello di business dovrebbe essere affidato tanto ad un diritto di sfruttamento del proprio network da 135 milioni di utenti, quanto ad un flusso monetario proveniente dalle promozioni disponibili sulle pagine di ricerca del sito. Vinton Cerf lo disse in tempi non sospetti: lo strumento sposa perfettamente le necessità di Hollywood, quel matrimonio s'ha da fare. Cerf non potrà celebrarlo in quanto ormai è insedato presso la parrocchia Google, ma la stretta di mano tra Bill Gates e Bram Cohen è destinata comunque a lasciare il segno anche senza benedizioni altrui.
Il futuro della tv: tra iptv e youtube.
Il futuro della Tv: tra IpTv e YouTube
Il nuovo Rapporto di ITMedia Consulting chiarisce le idee in vista dei palinsesti di domani
Mirella Castigli, vnunet 26-02-2007
La Tv sta per essere travolta dai nuovi fenomeni del Web, dalla piattaforma IpTv o dagli User generated content? Questi sono solo alcuni degli interrogativi a cui cerca di rispondere il nuovo Rapporto di ITMedia Consulting, che parte da social networking e fenomeni del Web 2.0 come YouTube e MySpace nei video online, per vedere quale impatto i modelli cosiddetti orizzontali avranno sulla Tv centralizzata fin qui conosciuta. La condivisione del video sharing o il Peer to peer (dell'ex Project Venice dei co-fondatori di Skype) sfidano l'IpTv: per questo è attuale “The Creative Industry: IPTV, User Generated Content and Social Networks” di ITMedia Consulting: la Tv in banda larga è ancora di nicchia con 680 milioni di euro ricavi in Europa alla fine del 2006, ma entro il 2010 conquisterà il 12% del mercato della pay Tv, contro il 4.4% del 2006, e sorpasserà la soglia dei 2,6 miliardi di euro. In questo mercato i video on demand nel 2010 raggiungerà 1,2 miliardi di euro, mentre il Free VOD, cioè il Video on demand finanziato dalle inserzioni pubblicitarie, passerà da 13,2 milioni di euro nel 2006 a 320 milioni nel 2010. Del resto, sul fronte degli spot, ITMedia Consulting stima che in Europa la spesa dell'advertising online crescerà da 5,9 miliardi di euro nel 2006 a 11,4 miliardi di euro alla fine del 2010, con un incremento annuo del 23%. Ma non c'è solo IpTv all'orizzonte della Tv in banda larga: i contenuti generati dagli utenti (Ugc), social broadcasting o network, Wikipedia, MySpace e YouTube stanno rivoluzionando il panorama della creazione/ fruizione dei contenuti (video compresi) online. Nella Ue a 25 ben 64 milioni sono gli utenti in broad band: di questi, a tantissimi piace partecipare generando contenuti amatoriali. Iptv e web tv sono due modelli antitetici, ma nel 2010 potremmo arrivare a livelli di penetrazione affini, arrivando a sommare i due mercati a una quota di circa 4 miliardi di euro di fatturato. ITMedia Consulting consiglia quindi di non puntare solo su modelli classici di Tv, ma di guiardare anche alle nuove modalità di offerta e fruizione dei contenuti.
lunedì 26 febbraio 2007
Bittorrent, film e show televisivi a pagamento
