martedì 27 febbraio 2007

L' evoluzione del web.

Internet: il secondo capitolo

22/02/2007 21:32

La realtà virtuale è ormai quasi completamente nelle mani degli internauti: è iniziata la seconda era di internet e il Web 1.0 è già il passato

Ancora non è stata data una definizione unica, da vocabolario, ma tutti sanno di cosa si tratta e soprattutto tutti possono partecipare al suo sviluppo. Il Web 2.0 è entrato prepotentemente a far parte delle vite di privati e aziende, come accadde anni fa per il suo fratello maggiore Web 1.0, e ha trasformato la visione di internet da visualizzazione di documenti ipertestuali statici nella possibilità di contribuire alla modifica e alle creazione del web stesso. Sono parecchi i fattori responsabili di questa rivoluzione. La diffusione delle connessioni a banda larga ha incoraggiato gli utenti a fare un uso maggiore e più consapevole di internet. In Europa il 32% delle abitazioni ha una connessione a banda larga e, fra le aziende, è il 75% ad avere scelto un collegamento di questo tipo (fonte Eurostat). Il futuro è ancora più roseo del presente, la crescita annua della banda larga prevista da Abi Research è del 9%, fino ad arrivare a 480 milioni di utenti in tutto il mondo che sceglieranno nel 2012 di navigare ad alta velocità.

a nascita di siti di social network come il celebre MySpace, di contenitori di ‘user-generated content’ come il pluridecorato YouTube, hanno dato voce alla voglia degli internauti di creare e condividere i propri contenuti e hanno sentenziato il definitivo successo del Web 2.0. Questi nuovi canali rischiano addirittura di minare il dominio del medium per eccellenza: la televisione. Il 32% degli statunitensi, ha reso noto Harris Interactive, non ha nascosto di preferire i video presenti su YouTube alla tv in salotto e un 66% arriva a sfiorare il fanatismo affermando di aver ridotto altri tipi di attività da quando ha scoperto la piattaforma. MySpace dal canto suo non sta certo a guardare e conquista il 12% delle preferenze degli americani che lo ha citato come passatempo preferito e supera Yahoo! per il numero di pagine viste mensilmente dagli internauti a stelle e strisce. Hitwise ha addirittura segnalato che nel 2006 “MySpace” è stata la parola più cercata nei motori di ricerca. A far cavalcare l’onda del Web 2.0 alla televisione, mentre impazzano i download di programmi televisivi nei negozi online, è stato Al Gore, ex vicepresidente degli Stati Uniti. Current Tv non si limita a mandare in onda i contenuti degli utenti in maniera casuale ma li seleziona e li trasmette con l’ausilio di grandi nomi di internet come Google.

L’e-commerce, con l’evoluzione al web 2.0, è diventato Social Commerce rendendo più attiva la partecipazione di utenti e venditori. I sistemi di feedback, celebre quello adottato da eBay, mettono in condizione gli internauti interessati all’acquisto di ponderare la propria scelta attraverso i commenti e i giudizi lasciati dagli altri utenti. Un’altra veste assunta dal commercio online in questa nuova era è il “visual shopping” che solletica l’attenzione di quegli internauti che hanno voglia di spendere ma non sanno come farlo. Il sistema ricorda quello di Google Maps che permette di orientarsi fra un vasto panorama di scelte andando piano piano a restringere il campo. Sempre più sicuro e certificato, l’e-commerce è pronto a infastidire le vetrine dei negozi, come uSwitch.com prevede accadrà in Inghilterra nel 2020 con la conquista del 40% del mercato, e ha già messo sull’attenti le aziende stesse che sono scese in campo per dialogare con i propri utenti. Il 2007 è visto come un anno spartiacque per il numero di società che inizieranno a utilizzare la configurazione Web 2.0 per andare incontro ai consumatori. cScape e E-consultancy prevedono che sarà il 42% delle aziende a installare tecnologie Web 2.0 nei prossimi dodici mesi, il 35% si affiderà a blog aziendali, il 33% a podcasting e il 35% a videocasting.

Anche il mondo della politica inizia a cercare consensi online sfruttando l’ampio bacino d’utenza della comunità virtuale Second Life. L’avversario della socialista Ségolène Royale, candidata alle presidenziali francesi, Nicolas Sarkozy, ha creato il suo quartier generale su un’isola e regala t-shirt gratuite a tutti i naviganti che passeggiano per i suoi uffici con i loro avatar. Non direttamente ma anche Ségolène Royale ha fatto la sua comparsa su Second Life, uno dei suoi comitati di sostegno ha creato un ufficio del suo sito ufficiale sulla piattaforma. Salpando dall’isola di Sarkozy verso altri lidi può succedere di imbattersi nella base di un altro candidato alla presidenza, degli Usa questa volta, il democratico John Edwards.

La mano, anzi la tastiera, dell’utente comune inizia a vedersi anche fra gli intoccabili: i grandi portali hanno cominciato a dare spazio a navigatori addirittura in home page. Leonardo ha rinnovato completamente la sua pagina d’accesso riducendo anche gli spazi pubblicitari per dare voce ai suoi visitatori e utilizzando la tecnologia Ajax che rende più facile la personalizzazione da parte dell’utente. Ed è solo l’inizio.

MySpace è una comunità virtuale di proprietà del colosso dei media News Corp. Il sito di social network ha chiuso il secondo trimestre fiscale del 2007 con guadagni per 125 milioni di dollari, come ha reso noto Interactive Media. MySpace vanta 60,9 milioni di visitatori unici a dicembre negli Usa, dati di comScore e Media Metrix, ovvero il 35% dell’intera audience multimediale degli Usa. L’ultima sfida lanciata da Rupert Murdoch attraverso la piattaforma è quella di produrre un film coinvolgendo gli utenti. “My Movie Mashup” vede la collaborazione di News Corp., del “Times”, della Vertico Film e della Film 4 per un budget di 4 milioni di euro.

Il fenomeno YouTube è nato nel febbraio del 2005 da un’intuizione dei tre dipendenti di PayPal Chad Hurley, Steve Chen e Jawed Karim. La popolarità del sito si deve alla possibilità di caricare e scaricare contenuti generati dagli utenti stessi. YouTube ospita anche video di show televisivi e musicali, aspetto che ha spesso scatenato le ire delle maggiori etichette. A giugno 2006 l’azienda ha comunicato che quotidianamente vengono visualizzati circa 200 milioni di video, con 65.000 nuovi filmati aggiunti ogni 24 ore. Nielsen/NetRatings ha valutato che i visitatori mensili sono venti milioni al mese. YouTube è stato acquisito il 10 ottobre 2006 da Google per la somma di 1,65 miliardi di dollari ed è diventato da pochi giorni anche mobile grazie all’accordo siglato con Vodafone. I clienti britannici di Vodafone potranno scegliere ogni giorno fra una selezione di video, caricare contenuti e condividerli con gli amici. Anche una blasonata squadra di calcio ha deciso di giocare sulla piattaforma. Il Chelsea campione d’Inghilterra si è accordato per pubblicare su YouTube immagini d’archivio e filmati quotidiani.

•Rebecca Ravizza

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