martedì 18 marzo 2008
Made in China
La Cina è sulla difensiva dopo l'inattesa e violenta esplosione della questione tibetana mentre si avvicinano le Olimpiadi di Pechino. Ieri, mentre stava per scadere il minaccioso ultimatum lanciato ai «ribelli» di Lhasa (mezzanotte locale, le 17 in Italia), il governatore del Tibet Qingba Puncog ha convocato in tutta fretta una conferenza stampa per dire che la polizia non ha sparato un colpo a Lhasa, che l'esercito non è mai intervenuto e che le vittime, tredici in tutto, «pacifici cittadini», verosimilmente di etnia cinese han, sono stati «bruciati vivi e accoltellati dai teppisti sostenitori del Dalai Lama».
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