
lunedì 5 maggio 2008
lunedì 31 marzo 2008
L' uomo che sta annegando

Lo sai che sarò là
Se tu puoi
Io attraverserò il cielo per amor tuo.
Perché lo avevo promesso
Di essere con te stanotte
E per il tempo che verrà.
Prendi la mia mano
Lo sai che sarò là
Se tu puoi
Io attraverserò il cielo per amor tuo
Ed io conosco bene
Questi venti e correnti
Questo cambio di tempi
Non ti trascinerà via.
Tieniti, e tieniti fortemente.
Tieniti, e non lasciarti andare
Dal mio amore.
Le tempeste passeranno, non mancherà molto
Questo amore resterà
Questo amore resterà per sempre.
E prendi la mia mano, lo sai che sarò là
Se tu puoi io attraverserò il cielo per amor tuo
Ti darò ciò che ho di più caro.
Tieniti, tieniti fortemente
Tieniti, e tieniti fortemente.
Sollevati, sollevati, con ali come di aquila
Tu corri, corri
Tu corri e non ti stanchi.
Tieniti, e tieniti fortemente
Tieniti, tieniti fortemente
Questo amore, durerà per sempre.
Adesso questo amore durerà per sempre
giovedì 27 marzo 2008
Poor boy

Non aiuto mai il mio vicino
Non faccio mai quello che è adatto
Alla mia parte di lavoro
Sono un povero ragazzo
E sono un vagabondo
Conta le tue monete e buttale dietro alle mie spalle
Posso diventare più vecchio
Nessuno sa
Come tutto diventa freddo
E nessuno vede
Come tremano le mie ginocchia
A nessuno importa
Quanto sono ripide le mie scale
E nessuno sorride
Se passo sulla loro scaletta
Oh, povero ragazzo
Così dispiaciuto per se stesso!
Oh, povero ragazzo
Così preoccupato per la sua salute…!
Puoi dire ogni giorno
Dove starà stanotte
Non so mai il motivo per cui sono venuto
Sembra che me lo sia dimenticato
Non chiedo mai da cosa sono venuto
O come sono stato generato
Sono un povero ragazzo
E sono un vagabondo
Le cose che dico
Possono sembrare più strane della Domenica
Che si trasforma in lunedì
Nessuno sa
Come tutto freddamente scorre
E nessuno sente
I miei talloni scalcagnati
Gli occhi di nessuno
Costruiscono i cieli
Nessuno appoggia
La sua testa dolente
Oh, povero ragazzo
Così preoccupato per la sua vita!
Oh, povero ragazzo
Così entusiasta di prendere moglie…!
E' confuso ma dirà di si
Se tu solo ti vesti di bianco…
Nessuno sa
Come tutto freddamente scorre
E nessuno vede
Come tremano le mie ginocchia
A nessuno importa
Quanto sono ripide le mie scale
E nessuno sorride
Se passi sulle loro scalette
Oh, povero ragazzo
Così dispiaciuto per se stesso!
Oh, povero ragazzo
Così preoccupato per la sua salute…!
Puoi dire ogni giorno
Dove starà stanotte…
Oh, povero ragazzo
Così preoccupato per la sua vita!
Oh, povero ragazzo
Così entusiasta di prendere moglie…!
Oh, povero ragazzo
Così dispiaciuto per se stesso!
Oh, povero ragazzo
Così preoccupato per la sua salute…!
Oh, povero ragazzo
I MAGNIFICI SETTE
Datti una mossa per ripartire
L'acqua fredda sulla faccia
Ti riporta in questo brutto posto
Usurai e anche voi banchieri
Dovete alzarvi ed imparare le regole
Meteorologo e il capo schizzato
Uno dice sole e l'altro nevischio
Onde medie, l'FM, pomeriggio incluso
Agitare quel babau
Ti fa alzare e poi uscire
Ma per quanto potrai reggere ancora ?
Voglio l'Honda, voglio il Sony
Così a buon mercato e falso garantito
Dollari di Hong Kong e centesimi indiani
Sterline inglesi e spiccioli eschimesi
Ehi voi! Cosa?
Non fermatevi! Dategli tutto quello che avete!
Ehi voi! Cosa?
Non fermatevi! Già!
Lavorare per fare progressi, migliorare la posizione
Rendere sofisticata la mia pupa
Ha visto le pubblicità, lo trova carino
Meglio lavorare sodo
Ho visto il prezzo
Non importa se è l'ora dell'autobus
Dobbiamo lavorare
E tu sei uno di noi
Gli orologi vanno lenti sul posto di lavoro
Minuti strascicati ed ore sincopate
"Quando potrò dire loro cosa faccio?"
Un secondo amico, va bene Chuck !
" Ciao Ciao al capo con la mano
Il nostro profitto, la sua rovina
Comunque suona la campana del pranzo
Prenditi un'ora e fa' quel che devi!
Cisburgher!
Che cosa abbiamo per divertirci?
Sbirri che prendono a calci zingari sul marciapiede
E adesso le notizie
Attenzione!
L'allunaggio del convento dei dentisti
Mafioso italiano spara ad una aragosta
Ammutinamento in un ristorante di pesce
Meglio un'auto nel frigo
O un frigo nell'auto?
Come fanno i cowboy nella terra dei televisori
Ehi voi! Cosa? Non fermatevi! Uhm?
Ritorna al lavoro allora e suda ancora un po'
Usciremo dalla porta al calar del sole
Per l'uomo non è bene lavorare in gabbia
Raggiunge la città, si beve la paga
Ti agiti, stai sudando
Ma ti sei accorto che non combini nulla ?
Non ti fermi mai abbastanza per ripartire?
Per far uscire l'auto da quell'ingranaggio
Karlo Marx e Friedrich Engels *
Sono venuti a saldare il conto al 7-11
Marx era al verde ma aveva buon senso
Engels gli ha prestato gli spiccioli necessari
Cosa abbiamo ottenuto?
Yu-uh, magnificenza!!
Luther King a Mahatma Gandhi
Andarono al parco per giocarsela a pallone
Ma furono uccisi dalla squadra rivale
Che finì per vincere 50 a zero
Puoi essere sincero, puoi essere falso
La ricompensa sarà la stessa
Socrate e Milhous Nixon
Se ne sono andati allo stesso modo in cucina
Platone il greco o Rin Tin Tin
Chi è più famoso tra milioni di miliardi?
Notizia lampo: aspirapolvere risucchia pappagallo
Ooooh…Ciao !
Magnificenza!!
CUORE E ANIMA

Un viaggio che conduce al sole
Senz'anima e votato alla distruzione
Una lotta tra giusto e sbagliato
Prendi il mio posto nella resa dei conti
Io osserverò con occhio misericordioso
Chiedo umilmente perdono
Una richiesta che va oltre me e te
Anima e cuore, uno brucerà
Un abisso che irride la creazione
Un circo completo, giullari compresi
Fondamenta che hanno resistito per secoli
Ora spezzate alla base
Oltre tutto questo bene sta il terrore
La stretta di una mano mercenaria
Quando la barbarie rovescia ogni buona ragione
Non c'è modo di tornare indietro
Nessuna resistenza estrema
Anima e cuore, uno brucerà
L'esistenza allora che importanza ha?
Io esisto meglio che posso
Il passato fa parte ora del mio futuro
Il presente è inafferrabile
Anima e cuore, uno brucerà
Uno brucerà, uno brucerà
Anima e cuore, uno brucerà
LA MOSTRA DELLE ATROCITA'

Rifugi con le porte spalancate
Dove la gente ha pagato per guardare dentro
Si divertono osservando
Il suo corpo contorcersi
Nel fondo dei suoi occhi dice
"Esisto ancora"
La direzione è questa, entrate
Per un premio uccide nelle arene
Vince un minuto in più di vita
Ma il dolore è sommerso da urla
Che ne chiedono ancora
Prega Dio, alla svelta
Guardalo crollare
La direzione è questa, entrate
La direzione è questa, entrate
Vedrete gli orrori di un luogo remoto
Incontrerete faccia a faccia
Gli architetti della legge
Vedrete lo sterminio di massa
In proporzioni mai viste
E tutti quelli che ci hanno dato dentro
Per farcela
La direzione è questa, entrate
E ho stuzzicato le fantasie
Di un migliaio o forse più
Cercando ancora il sentiero
Sepolto per anni
Tutto il legname secco delle giungle
E città in fiamme
Impossibile rimediare o badarci
Impossibile redimere o risarcire
Dammi la mano e ti mostrerò
Com'era e come sarà
venerdì 21 marzo 2008
Memorie nascoste: Charles Mingus e il profumo della seduzione...un leopardo si aggira con un porto in mano

la musica è donna...e viceversa...ti fà soffrire, gioire, amare, esultare, terrorizzare, danzare, estasiare...come un leopardo che si aggira nella foresta bevendo del buon porto...
leo
martedì 18 marzo 2008
Sintomi del giorno: Coscienza sporca da conoscienza sporca
Sono nel torto, ma quello marcio, quello che ti fà affondare nella melma al di sotto della suoperficie...è si... eppure stammatina mi sono alzato è sono ruiuscito ad andare al cesso...evidentemente ancora non sono affondato...c' è qualcosa che non và.
Alle volte si dice che coscienza sporca derivi da conoscienza sporca...evidentemente dovrò rispolverare pure quella...si dice appendere agli specchi o arrampicarsi sugli specchi? Bò...è si dovrò rispolverare il mio vocabolario...è un pò arrugginito...
Mia madre dorme, mio padre è lì a casa ad aspettare che tutto passi e lei si svegli...tra cinque giorni è pasqua non c' è un cazzo di treno...come ritornare a casa? Bò con questa coscienza sporca la vedo veramente dura...
Dura è anche la volontà che porta a tagliarti i capelli alle otto di sera di un sabato come tanti altri...mentre nella milano grigia e misteriosa il flusso delle cose scorre come se nulla fosse...come se nessuno vivesse le strade...come se i nostri gesti non avessero senso alcuno...quindi tutto è lecito... anche questo...intanto chi se ne accorge alla fine poi ti dicono: "Uh...ma veramente non c' avevo fatto caso...ma dai...!"
Chi scopre di avere una bruschetta infilzata nel proprio corpo...non dormirci un' intera notte...pensare che la morte sia giunta...e quando meno te lo aspetti eccola lì che ti compare davanti e ti dice: "...non è nulla è solamente che suoni la chitarra nel modo sbagliato...cazzone!...la prossima volta fai più attenzione..."
è si...via smetto...comincio a lavorare con la sabbia nel cervello...e intanto mia madre dorme...e io continuo ad avere la coscienza sporca...a modo mio"
c' è chi è nato per fare il giullare, chi per sedurre, chi per avere la conoscienza sporca...il mondo gira come sempre è stato, è e sarà...
Eccone un' altra che mi manda una mail e mi dice:"
Grazie per il prestito di ieri, saldo entro prox settimana. Sii buono con gli interessi."
Coscienza sporca da conoscienza spotca...però che cazzo l' IKEA costa cara...
Mah ciao ragazzi...mi raccomando sparate cazzate che intanto anche se cerchi di fare il srio le dici comunque...
ciao ciao ciao
sabato 10 marzo 2007
Un album da ascoltare
martedì 27 febbraio 2007
Tre album per capire gli anni 90: Daydream Nation (Sonic Youth), Dolittle (Pixies), Husker du



"Looking for a ride to your secret location, where the kids are settin' up a free-speed nation, for you..."
"Daydream Nation" è un capolavoro. Senza mezzi termini. Uscito nel 1988, rappresenta la definitiva maturazione della Gioventù Sonica, un ulteriore affinamento del loro stile dopo dischi bellissimi come "EVOL" e "Sister", un progressivo adattamento dello sperimentalismo no-wave alla forma canzone, senza rinnegare, però, la rivoluzione sonora di cui i Sonic Youth sono da sempre portatori. 12 tracce magnifiche, incastrate una dietro l'altra senza tregua, tra art punk, noise, garage, psichedelia, un mosaico perfetto che i Sonic Youth non ripeteranno più nella loro discografia: l'alchimia qui presente, infatti, ha qualcosa in più, quell'elemento inspiegabile tipico dei capolavori, e anche se a "Daydream Nation" seguiranno dischi ottimi, a volte grandiosi ("Dirty", "Washing Machine", "A Thousand Leaves", la moderna trilogia newyorkese che ha aperto il nuovo millennio), resterà questa la pietra miliare della loro sterminata produzione musicale.
Come non abbandonarsi totalmente, dunque, al ribellismo antireaganiano di "Teenage Riot", alla velocità supersonica di "Silver Rocket", a manifesti generazionali come "Eric's Strip" ed "Hey Joni" cantati dall'immenso Lee Ranaldo, per poi giungere al totale annientamento di "Trilogy", il vero capolavoro del disco, strutturato in tre parti ("The Wonder", "Hyperstation", Eliminator Jr."), dove le chitarre e le voci diventano gradualmente più angosciose, fino alla disperata conclusione hardcore gridata da Kim Gordon (l'ho vista ballare dal vivo "Drunken Butterfly" ed ero come ipnotizzato...). Un disco stupendo, quindi, "Daydream Nation", da avere e custodire gelosamente, uno spartiacque nella storia del rock e della musica al pari dei grandi album degli anni '60 e '70, un gioiello senza tempo che tutti dovrebbero possedere o almeno conoscere, dato che, se di noise ed indie rock oggi si può parlare, lo si deve senza dubbio a questi signori di New York.
E ditemi se è poco...La storia del rock sarebbe stata di sicuro migliore, se alcune band avessero gettato la spugna per tempo, evitando lunghe e un po' penose "agonie" o inopinati ricongiungimenti. Ma quanti sono i gruppi, invece, che possono dire di essersi sciolti all'apice, nella fase del picco creativo, dopo l'uscita del loro più riuscito lavoro? Si possono contare sulle dita di una mano. Gli Hüsker Dü ("ti ricordi?" in svedese) da Minneapolis rientrano di sicuro nella cinquina. Infatti, dopo la pubblicazione nel 1987 di questo monumentale "Warehouse: Songs And Stories", il trio, formato da Bob Mould, Greg Norton e Grant Hart, dopo violenti litigi causati anche da gravi problemi di droga soprattutto da parte del batterista e coautore Hart, decise di mettere la parola fine alla storia di un gruppo la cui influenza e rilevanza crescono quanto più ci si allontana da quel fatidico anno.
Dopo un periodo di circa sei anni da indipendenti, caratterizzato da un hardcore abrasivo, crudo, velocissimo, che mette ancora oggi a dura prova l'impianto hi-fi, sintetizzato magistralmente da lavori come il doppio "Zen Arcade", la band progressivamente si avvicina ad un suono, sempre potente ed energetico, ma più incline alla melodia. Con "Warehouse", il secondo titolo dopo "Candle Apple Grey" pubblicato per la major Warner, questa "fusione fredda" tra pop e punk riesce in modo forse irripetibile.
Il suono "chitarrabassobatteria" dei nostri ha pochi eguali in quanto a potenza e pienezza. E' davvero difficile credere che a suonare quei venti brani, quasi tutti adrenalici e intorno ai tre minuti, siano solo in tre. Un vero e proprio muro sonoro si troverà davanti il fortunato che ancora non li conosce. Ma dietro quella spessa e luccicante corazza, che già da sola vale l'acquisto, scoprirà delle sottili quanto solide e godibili melodie, che si intrecciano e si confondono con quei riff duri e spigolosi, dando vita ad un impasto che riesce a far perfettamente coesistere le caratteristiche migliori dei due generi, di solito considerati agli antipodi.
Da questa materia incandescente, raffreddata in modo sapiente, i nostri, mostrando di possedere insieme le doti degli antichi fabbri e dei maestri di Murano, creano delle songs memorabili, a cui non mancano neanche dei testi intelligenti (le "Stories" del titolo) che mescolano un certo spleen, impegno ed ironia.
E' difficile scegliere tra quei venti brani: l'indecisione regna sovrana, come quando si è davanti ad una ricca scatola di cioccolatini. Forse andrebbero citate, senza per questo far torto alle altre, almeno l'apertura al fulmicotone di "These Important Years", la betleasiana, al triplo della velocità naturalmente, "Ice Cold Ice", il pugno di ferro in guanto di velluto di "It's Not Peculiar", il rock 'n' roll ironico e scanzonato di "Actual Condition" ("Well the actual condition of my mind / Is elusive as the answers that I find / I keep going through transition / From doubt to indecision / It's the actual condition of my mind"
), l'ottimismo della volontà di "No Reservations".
Dal "Magazzino" degli Hüsker Dü sono in tanti, anche in tempi recenti, ad aver portato via qualcosa, alcuni senza neanche ringraziare. Ma pochi quelli che hanno, anche solo avvicinato, i loro sfavillanti risultati.
I Pixies sono una delle band più eclettiche del panorama anni 80. Sicuramente il loro sound trae ispirazione dal garage anni 60 (Troggs, Sonics, Paul Revere...) ma il quartetto di Boston riesce abilmente a rielaborare il tutto attraverso le ideologie New Wave e la violenza hardcore.
Il processo stilistico che aveva preso inizio sul precedente Surfer Rosa giunge qui ad una forma musicale forse meno istintiva ma sicuramente più compiuta.
L'album inizia su giro di basso incalzante e chitarre deflagranti che riportano ai Joy Division ma dopo pochi secondi ci si rende conto che i Pixies hanno tanto di personale da esprimere. Da Debaser a Tame, da Wave Of Mutilation a Here Comes Your Man e da Mr Grieves a La La Love You i Pixies ci fanno assaporare una miscela di grezze armonie vocali (quelle che pochi anni dopo venderanno milioni di copie con Kurt Cobain) e schizofrenie chitarristiche che ha un sapore nuovo rispetto al rock antecedente.
I Pixies giocano saltando fra le armonie pop di La La Love You , il surf rock di Here Comes Your Man e l'hardcore pre-post(rock) di Tame, l'approcio alle canzoni non è mai serio ma è comunque innocentemente sperimentale: i Pixies stavano cambiando le coordinate del garage secondo una maniera musicale che avrebbe influenzato enormemente il decennio seguente.
L'album è trascinante per chi è abituato ai suoni ruvidi e martellanti del rock, quasi inascoltabile per chi la domenica pomeriggio guarda CD Live!
Gli album migliori dei Pixies sono sicuramente i primi tre: l' EP Come On Pilgrim, Surfer Rosa e Debaser; con quest'ultimo però la band Bostoniana prende il diploma di maturità senza perdere un grammo della rabbia adolescenziale dei due precedenti ed incollando l'ascoltatore alla cassa.
Prorompente!
lunedì 26 febbraio 2007
Radiohead, ok computer
Siamo nel 1997 e il fenomeno del grunge già aveva perso per strada la sua energia creatrice che aveva sfornato nell' arco di cinque anni gruppi che sarebbero rimasti scolpiti per sempre nella storia del rock. Ebbene si, il 1997 rappresenta l' anno di svolta per il gruppo capitanato da Tom Yorke per una serie di valide ragioni: tra le tante il fatto di essere stati sempre considerati di meno rispetto agli Oasis perchè, si diceva, la loro musica era più sperimentale e meno accesibile. Con il precedente album (The Bends) già si aveva il sentore delle intuizioni geniali che i nostri avrebbero saputo regalare anche in futuro. Ricordo che all' epoca il sottoscritto aveva 15 anni e che il primo ascolto di paranoid android colpì e confuse allo stesso tempo...ma dal primo momento si capiva che era un capolavoro. Poi le altre canzoni sono gioielli che ti si attaccano al cuore e te li porti dietro per il resto della vita; per esempio exit music (for a film) con il suo senso di desolazione e di profonda rassegnazione ti fa capire che cos avuol dire la parola suicidio; Let down, un viaggio gelido dove spicca la voce angelica di Tom, karma police, il singolo capolavoro che parla del karma e dell' equilibrio che ognuno dovrebbe cercare di salvaguardare...e poi il resto delle canzoni che ti proiettano in un altro mondo...dorei immaginifico, orrificante ma allo stesso tempo affascinante. Io ci vedo questo dall' angoscia, dalla sofferenza, dalle brutture della vita si può ripartire e si deve sperare...la negatività e il colore scuro dominano l' album ma sono passagi della vita che insegnao e fanno crescere l' uomo...
giovedì 22 febbraio 2007
Dj Shadow, Entroducing

Pink Floyd, The Piper at the Gates of Dawn

The Who, who's next

Jimi hendrix experience, electric ladyland

Joy division, closer

