lunedì 26 febbraio 2007

Radiohead, ok computer



Siamo nel 1997 e il fenomeno del grunge già aveva perso per strada la sua energia creatrice che aveva sfornato nell' arco di cinque anni gruppi che sarebbero rimasti scolpiti per sempre nella storia del rock. Ebbene si, il 1997 rappresenta l' anno di svolta per il gruppo capitanato da Tom Yorke per una serie di valide ragioni: tra le tante il fatto di essere stati sempre considerati di meno rispetto agli Oasis perchè, si diceva, la loro musica era più sperimentale e meno accesibile. Con il precedente album (The Bends) già si aveva il sentore delle intuizioni geniali che i nostri avrebbero saputo regalare anche in futuro. Ricordo che all' epoca il sottoscritto aveva 15 anni e che il primo ascolto di paranoid android colpì e confuse allo stesso tempo...ma dal primo momento si capiva che era un capolavoro. Poi le altre canzoni sono gioielli che ti si attaccano al cuore e te li porti dietro per il resto della vita; per esempio exit music (for a film) con il suo senso di desolazione e di profonda rassegnazione ti fa capire che cos avuol dire la parola suicidio; Let down, un viaggio gelido dove spicca la voce angelica di Tom, karma police, il singolo capolavoro che parla del karma e dell' equilibrio che ognuno dovrebbe cercare di salvaguardare...e poi il resto delle canzoni che ti proiettano in un altro mondo...dorei immaginifico, orrificante ma allo stesso tempo affascinante. Io ci vedo questo dall' angoscia, dalla sofferenza, dalle brutture della vita si può ripartire e si deve sperare...la negatività e il colore scuro dominano l' album ma sono passagi della vita che insegnao e fanno crescere l' uomo...

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